News 2009 / 2010
1.3.'10 La triste notizia del decesso di Giorgio Bernasconi. Il ricordo di Carlo Piccardi. Concorso giovanile di musica d'assieme, con il quale il CSI collabora nell'ambito dei progetti INTERREG. Tutte le info: www.interpretandosuonieluoghi.com (Concorso Musicale). Feb '10 Bando di concorso per l'assunzione di un Docente di didattica del Sassofono e di un assistente per la classe di sassofono di Rico Gubler Feb '10. Lions Club Lugano a sostegno degli studenti universitari Feb '10. Orsolya Juhasz, ex studentessa agli onori Formazione continua: Arpa celtica: 5/7 marzo 2010. Docente: Màire Ni Chathasaigh Masterclass organistica maggio/giugno: la musica tedesca dal '500 al '700 The GIANNI BERGAMO CLASSIC MUSIC AWARD announces a COMPETITION for COMPOSERS (piece for symphony orchestra intended for a young audience). Da gennaio 2010 nuovo visiting professor alla Divisione Ricerca e Sviluppo: Aaron Williamon. Info su www.artisticresearch.ch SUCCESSI EDITORIALI. Grande successo del libro edito dalla DeAgostini “CANTA NATALE” con il Coro di voci bianche Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana. In pochi giorni sono state vendute quasi 5’000 copie e quindi la prima edizione è stata completamente esaurita. Si tratta di un libro preziosamente illustrato con 10 sognanti poesie sulla magia del Natale e un cd musicale con l'interpretazione del coro dei bambini e ragazzi del nostro Conservatorio. Gli angeli, la struggente attesa di Maria, il silenzio della stalla con il bue e l'asinello... l'atmosfera natalizia raccontata in testi ricchi di musicalità e tenerezza. Poi due brani inglesi di Sammy Cahn, con le celebri Let it snow e Jingle Bells, e per finire la famosa Tu scendi dalle stelle. Il CD musicale è stato registrato alla RSI grazie alla collaborazione con RETE DUE. I testi italiani sono di Roberto Piumini, uno dei più apprezzati autori italiani di libri per bambini, che da anni collabora con il Coro Clairière. CANTA NATALE, DeAgostini / AbraCadabra, pagine 24, dai 3 anni, prezzo: € 12,9 Borsa di studio 2010 Crédit Agricole, per gli studenti del CSI: la musica da camera francese IVO ANTOGNINI. La musica corale del compositore Ivo Antognini, docente di Ascolto presso la nostra scuola sta ottenendo degli importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. Nel mese di aprile di quest’anno la sua Ave Maria è stata eseguita in prima mondiale da uno dei cori più prestigiosi al mondo, il leggendario Trinity College Choir Cambridge diretto da Stephen Layton. Da notare che Antognini è il primo compositore svizzero mai interpretato da questo favoloso coro. Nel mese di maggio del 2009 il Coro Pizzicanto (Austria) diretto dal maestro Oskar Egle ha ricevuto il “Gunther Erdmann Preis” al 30th International Children’s Choir Festival di Halle-Saale (Germania) per la miglior interpretazione di un brano contemporaneo, eseguendo “Wah-bah-dah-bah-doo-bee!”, un brano scritto da Antognini in memoria di Marco Fratantonio, formidabile fisarmonicista scomparso nel 2007 a soli 35 anni, che fu studente nella nostra scuola. Sempre nel mese di maggio di quest’anno altri due quotati cori svizzeri, l’Ensemble Vocal Féminin Arcana e l’Ensemble Vocal Féminin Callirhoé hanno ottenuto due primi premi cantando il brano “Le problème…” di Ivo Antognini, brano che tra l’altro aveva a sua volta ricevuto il primo premio assoluto al concorso di composizione Label Suisse, svoltosi nel 2008. Nel mese di luglio i suoi due brani Ave Maria e My Song sono stati selezionati tra i quattro finalisti del Concorso Internazionale C.A Seghizzi di Gorizia. Il Trofeo di Composizione sarà assegnato nel mese di luglio del 2010. Antognini si è fatto notare anche al Concorso Internazionale di musica corale svoltosi sull’isola di Malta agli inizi di novembre. Infatti il Kammerkoret Collegium Vocale – coro norvegese diretto da Thomas Caplin – si è aggiudicato il premio speciale della giuria “per l’eccezionale performance della prima esecuzione mondiale” di Jesu Dulcis Memoria di Antognini. Nel corso del 2010 la musica di Antognini risuonerà un po’ in tutto il mondo: diversi cori eseguiranno le sue musiche durante concerti, concorsi e festival internazionali. Tra questi il Lund University Male Choir, che canterà in prima mondiale O Fortuna durante i World Choir Games che avranno luogo a Shaoxing (Cina) nel mese di luglio del prossimo anno. Sett. ’09 PREMIO NICATI AD EX STUDENTE Paolo Vignaroli, flautista ex studente del Conservatorio ha vinto il Primo Premio al “Concorso Nicati 2009”. La Fondazione Nicati - de Luze organizza ogni anno in collaborazione con l’Associazione Svizzera dei Musicisti (ASM) e la Scuola Universitaria delle Arti di Berna un concorso d’interpretazione di musica contemporanea aperto ai musicisti professionisti, senza limite d’età. Paolo Vignaroli ha suonato sia alla prova eliminatoria che alla finale anche il brano di Nadir Vassena "Come perduto nel mare un bambino...", ricevendo calorose felicitazioni dalla prestigiosa giuria. Il premio ha valso a Vignaroli l’invito al Festival di Lucerna 2010. Sett. 09 CORO CLAIRÈRE a MITO. Che migliaia di persone stipino il Duomo di Milano per un concerto è fatto abbastanza scontato: il più delle volte, infatti, si tratta di spettacolari esecuzioni di capolavori popolari, ad esempio la Messa di Requiem di Verdi, dirette da maestri molto noti alla testa di orchestre di rango. Assai meno scontato è che migliaia di persone di tutte le età, fra le quali moltissimi giovani, si mettessero in fila e gremissero la Cattedrale milanese per ascoltare la serata che il festival MI.TO. ha voluto dedicare a un autore del primo Quattrocento, certamente sconosciuto ai più: Matteo da Perugia, il primo cantore professionista chiamato nel Duomo di Milano nel 1402, quando del gigantesco edificio non esisteva ancora che il presbiterio. Il che dà luogo ad almeno un paio di considerazioni elementari. La prima è che la musica “classica” – quando riesce a togliersi di dosso quel senso di chiuso e stantio che molte società di concerti invincibilmente emanano – ha potenzialità di attrattiva enormi; da questo punto di vista, MI.TO. ha trovato la strada giusta perché trasmette l’idea di una grande festa che coinvolge l’intera città. L’altra considerazione è che la qualità paga e proprio nei momenti difficili è sbagliato giocare al ribasso davanti al degrado sociale e culturale. Matteo da Perugia, dunque, è stato al centro del progetto speciale dedicato al primo atto della lunga storia della Cappella Musicale del Duomo. Egli ne è stato considerato il primo maestro. A dire il vero, per essere Maestro di Cappella bisognerebbe che esistesse una cappella, mentre all’epoca il canto nella Cattedrale era sostenuto dal Capitolo dei Canonici, cioè dal clero addetto al servizio liturgico, che intonava il canto ambrosiano nella Messa e nell’Ufficio. Matteo è chiamato a “biscantare” nel coro dei Canoni: doveva in sostanza realizzare una seconda voce sulle melodie liturgiche tradizionali, realizzando quella forma di organum così diffuso nelle chiese italiane. Possiamo dire che la forma di canto a più voci tipica dell’Italia era la polifonia improvvisativa. In quel periodo si diffondeva però in tutta Europa anche una polifonia scritta, estremamente sofisticata, nella quale i francesi erano maestri. In alcune corti principesche italiane e presso la corte papale (anzi, le corti papali: in quel periodo di elevata conflittualità religiosa si ebbero fino a tre papi contemporaneamente) si coltivava lo stile della cosiddetta Ars subtilior; lo stile francese e le sue intricate modalità compositive, espresse mediante un’altrettanto complicata notazione, furono fatte proprie anche da autori italiani. Matteo era uno di loro e a Milano prima, poi al seguito del suo cardinale diventato Papa (Pietro Filargo, arcivescovo di Milano, fu eletto col nome di Alessandro V), ebbe modo di scrivere pezzi sacri e profani in grado di rivaleggiare con i più arditi modelli transalpini. Riproporre oggi la sua musica non è facile. Era musica scritta per pochi iniziati, destinata ad essere apprezzata in ambienti ristretti e culturalmente elevati. In molti casi il gusto della difficoltà, dell’oscurità, della complessità di scrittura sembra lontanissimo dalla sensibilità moderna. Ma dietro la scorza dell’intellettualismo c’è della bellissima musica ed è stato merito precipuo di René Clemencic e del suo famoso Clemencic Consort farla emergere con naturalezza, lasciando solo intravedere, per così dire, il tecnicismo dell’impianto compositivo. Come sempre avviene nei grandi compositori, la qualità dell’ispirazione si impone e riesce a parlare agli ascoltatori anche lontani anni luce dal contesto culturale in cui un’opera d’arte è nata, se il moderno tramite, l’esecutore, sa coglierne il nucleo profondo, anche a costo di qualche licenza filologica. Sorprendente contrasto ai complicati edifici sonori di Matteo da Perugia sono stati i canti monodici della tradizione musicale milanese, che hanno costituito una sorta di filo rosso lungo l’intera serata. Le orecchiabili melodie degli inni di sant’Ambrogio, la caratteristica salmodia milanese, le grandi antifone mariane che Milano ha mutuato dal canto gregoriano, sono state intonate con voce purissima dalle puellae cantantes del Coro Clairière di Lugano, diretto da Brunella Clerici. Una scelta particolarmente felice, anche per ricordare l’importanza che le voci bianche hanno sempre avuto nella tradizione del Duomo e del canto ambrosiano, in cui molti brani sono esplicitamente destinati all’esecuzione con i fanciulli (ad esempio i difficili responsoria cum infantibus). Il dolce sciame delle cantatrici che attraversava l’enorme grembo della Cattedrale lasciando dietro di sé la fragrante scia delle melodie ambrosiane è stato uno dei momenti più suggestivi e commoventi di una struggente sera di settembre. Angelo Rusconi Scuola di Musica, convenzione. Stipulata fra Scuola popolare di musica e Conservatorio della Svizzera italiana La convenzione sancisce la possibilità, per gli allievi di entrambe le scuole iscritti ad una lezione strumentale o vocale di almeno 30’ individuali, di partecipare gratuitamente ai corsi di materie teoriche e di musica d’insieme offerti nel Locarnese da SPML e CSI-SMUS garantendo, da parte di ognuna delle due istituzioni, una possibilità di accoglienza reciproca. Viene così formalizzata una collaborazione e un’ apertura reciproca che è già nella prassi di entrambe le scuole da vari anni e che ha portato fino a oggi ottimi risultati. Le motivazioni di questa collaborazione sono di ordine pedagogico e economico: si intende ottimizzare il più possibile la qualità dell’offerta formativa in campo musicale contenendo i costi. Giovani studenti vincitori. Lara De Marco, classe di Pianoforte di Mauro Harsch, ha recentemente ottenuto il Secondo Premio al XVIII Concorso Pianistico RIVIERA DELLA VERSILIA "Daniele Ridolfi" di Viareggio. E nella classe di FLAUTO DOLCE di STEFANO BRAGETTI, Concorso di Flauto dolce organizzato da ERTA (European Recorder Teachers Association) a Padova il 15 giugno 2009. Categoria I (solisti fino a 14 anni) 1. Maria Luisa Montano, 2. Angelica Ghisletta, 3.Sofia Maniscalco Categoria III ( solisti 20-30 anni) 1. Lorenzo Lio (docente della scuola di musica, sezione Bellinzonese).
1.3.'10 La triste notizia del decesso di Giorgio Bernasconi. Il ricordo di Carlo Piccardi.
Concorso giovanile di musica d'assieme, con il quale il CSI collabora nell'ambito dei progetti INTERREG. Tutte le info: www.interpretandosuonieluoghi.com (Concorso Musicale).
Feb '10 Bando di concorso per l'assunzione di un Docente di didattica del Sassofono e di un assistente per la classe di sassofono di Rico Gubler
Feb '10. Lions Club Lugano a sostegno degli studenti universitari
Feb '10. Orsolya Juhasz, ex studentessa agli onori
Formazione continua: Arpa celtica: 5/7 marzo 2010. Docente: Màire Ni Chathasaigh Masterclass organistica maggio/giugno: la musica tedesca dal '500 al '700
The GIANNI BERGAMO CLASSIC MUSIC AWARD announces a COMPETITION for COMPOSERS (piece for symphony orchestra intended for a young audience).
Da gennaio 2010 nuovo visiting professor alla Divisione Ricerca e Sviluppo: Aaron Williamon. Info su www.artisticresearch.ch SUCCESSI EDITORIALI. Grande successo del libro edito dalla DeAgostini “CANTA NATALE” con il Coro di voci bianche Clairière del Conservatorio della Svizzera italiana. In pochi giorni sono state vendute quasi 5’000 copie e quindi la prima edizione è stata completamente esaurita. Si tratta di un libro preziosamente illustrato con 10 sognanti poesie sulla magia del Natale e un cd musicale con l'interpretazione del coro dei bambini e ragazzi del nostro Conservatorio. Gli angeli, la struggente attesa di Maria, il silenzio della stalla con il bue e l'asinello... l'atmosfera natalizia raccontata in testi ricchi di musicalità e tenerezza. Poi due brani inglesi di Sammy Cahn, con le celebri Let it snow e Jingle Bells, e per finire la famosa Tu scendi dalle stelle. Il CD musicale è stato registrato alla RSI grazie alla collaborazione con RETE DUE. I testi italiani sono di Roberto Piumini, uno dei più apprezzati autori italiani di libri per bambini, che da anni collabora con il Coro Clairière. CANTA NATALE, DeAgostini / AbraCadabra, pagine 24, dai 3 anni, prezzo: € 12,9
Borsa di studio 2010 Crédit Agricole, per gli studenti del CSI: la musica da camera francese
IVO ANTOGNINI. La musica corale del compositore Ivo Antognini, docente di Ascolto presso la nostra scuola sta ottenendo degli importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. Nel mese di aprile di quest’anno la sua Ave Maria è stata eseguita in prima mondiale da uno dei cori più prestigiosi al mondo, il leggendario Trinity College Choir Cambridge diretto da Stephen Layton. Da notare che Antognini è il primo compositore svizzero mai interpretato da questo favoloso coro. Nel mese di maggio del 2009 il Coro Pizzicanto (Austria) diretto dal maestro Oskar Egle ha ricevuto il “Gunther Erdmann Preis” al 30th International Children’s Choir Festival di Halle-Saale (Germania) per la miglior interpretazione di un brano contemporaneo, eseguendo “Wah-bah-dah-bah-doo-bee!”, un brano scritto da Antognini in memoria di Marco Fratantonio, formidabile fisarmonicista scomparso nel 2007 a soli 35 anni, che fu studente nella nostra scuola. Sempre nel mese di maggio di quest’anno altri due quotati cori svizzeri, l’Ensemble Vocal Féminin Arcana e l’Ensemble Vocal Féminin Callirhoé hanno ottenuto due primi premi cantando il brano “Le problème…” di Ivo Antognini, brano che tra l’altro aveva a sua volta ricevuto il primo premio assoluto al concorso di composizione Label Suisse, svoltosi nel 2008. Nel mese di luglio i suoi due brani Ave Maria e My Song sono stati selezionati tra i quattro finalisti del Concorso Internazionale C.A Seghizzi di Gorizia. Il Trofeo di Composizione sarà assegnato nel mese di luglio del 2010. Antognini si è fatto notare anche al Concorso Internazionale di musica corale svoltosi sull’isola di Malta agli inizi di novembre. Infatti il Kammerkoret Collegium Vocale – coro norvegese diretto da Thomas Caplin – si è aggiudicato il premio speciale della giuria “per l’eccezionale performance della prima esecuzione mondiale” di Jesu Dulcis Memoria di Antognini. Nel corso del 2010 la musica di Antognini risuonerà un po’ in tutto il mondo: diversi cori eseguiranno le sue musiche durante concerti, concorsi e festival internazionali. Tra questi il Lund University Male Choir, che canterà in prima mondiale O Fortuna durante i World Choir Games che avranno luogo a Shaoxing (Cina) nel mese di luglio del prossimo anno.
Sett. ’09 PREMIO NICATI AD EX STUDENTE Paolo Vignaroli, flautista ex studente del Conservatorio ha vinto il Primo Premio al “Concorso Nicati 2009”. La Fondazione Nicati - de Luze organizza ogni anno in collaborazione con l’Associazione Svizzera dei Musicisti (ASM) e la Scuola Universitaria delle Arti di Berna un concorso d’interpretazione di musica contemporanea aperto ai musicisti professionisti, senza limite d’età. Paolo Vignaroli ha suonato sia alla prova eliminatoria che alla finale anche il brano di Nadir Vassena "Come perduto nel mare un bambino...", ricevendo calorose felicitazioni dalla prestigiosa giuria. Il premio ha valso a Vignaroli l’invito al Festival di Lucerna 2010.
Sett. 09 CORO CLAIRÈRE a MITO. Che migliaia di persone stipino il Duomo di Milano per un concerto è fatto abbastanza scontato: il più delle volte, infatti, si tratta di spettacolari esecuzioni di capolavori popolari, ad esempio la Messa di Requiem di Verdi, dirette da maestri molto noti alla testa di orchestre di rango. Assai meno scontato è che migliaia di persone di tutte le età, fra le quali moltissimi giovani, si mettessero in fila e gremissero la Cattedrale milanese per ascoltare la serata che il festival MI.TO. ha voluto dedicare a un autore del primo Quattrocento, certamente sconosciuto ai più: Matteo da Perugia, il primo cantore professionista chiamato nel Duomo di Milano nel 1402, quando del gigantesco edificio non esisteva ancora che il presbiterio. Il che dà luogo ad almeno un paio di considerazioni elementari. La prima è che la musica “classica” – quando riesce a togliersi di dosso quel senso di chiuso e stantio che molte società di concerti invincibilmente emanano – ha potenzialità di attrattiva enormi; da questo punto di vista, MI.TO. ha trovato la strada giusta perché trasmette l’idea di una grande festa che coinvolge l’intera città. L’altra considerazione è che la qualità paga e proprio nei momenti difficili è sbagliato giocare al ribasso davanti al degrado sociale e culturale. Matteo da Perugia, dunque, è stato al centro del progetto speciale dedicato al primo atto della lunga storia della Cappella Musicale del Duomo. Egli ne è stato considerato il primo maestro. A dire il vero, per essere Maestro di Cappella bisognerebbe che esistesse una cappella, mentre all’epoca il canto nella Cattedrale era sostenuto dal Capitolo dei Canonici, cioè dal clero addetto al servizio liturgico, che intonava il canto ambrosiano nella Messa e nell’Ufficio. Matteo è chiamato a “biscantare” nel coro dei Canoni: doveva in sostanza realizzare una seconda voce sulle melodie liturgiche tradizionali, realizzando quella forma di organum così diffuso nelle chiese italiane. Possiamo dire che la forma di canto a più voci tipica dell’Italia era la polifonia improvvisativa. In quel periodo si diffondeva però in tutta Europa anche una polifonia scritta, estremamente sofisticata, nella quale i francesi erano maestri. In alcune corti principesche italiane e presso la corte papale (anzi, le corti papali: in quel periodo di elevata conflittualità religiosa si ebbero fino a tre papi contemporaneamente) si coltivava lo stile della cosiddetta Ars subtilior; lo stile francese e le sue intricate modalità compositive, espresse mediante un’altrettanto complicata notazione, furono fatte proprie anche da autori italiani. Matteo era uno di loro e a Milano prima, poi al seguito del suo cardinale diventato Papa (Pietro Filargo, arcivescovo di Milano, fu eletto col nome di Alessandro V), ebbe modo di scrivere pezzi sacri e profani in grado di rivaleggiare con i più arditi modelli transalpini. Riproporre oggi la sua musica non è facile. Era musica scritta per pochi iniziati, destinata ad essere apprezzata in ambienti ristretti e culturalmente elevati. In molti casi il gusto della difficoltà, dell’oscurità, della complessità di scrittura sembra lontanissimo dalla sensibilità moderna. Ma dietro la scorza dell’intellettualismo c’è della bellissima musica ed è stato merito precipuo di René Clemencic e del suo famoso Clemencic Consort farla emergere con naturalezza, lasciando solo intravedere, per così dire, il tecnicismo dell’impianto compositivo. Come sempre avviene nei grandi compositori, la qualità dell’ispirazione si impone e riesce a parlare agli ascoltatori anche lontani anni luce dal contesto culturale in cui un’opera d’arte è nata, se il moderno tramite, l’esecutore, sa coglierne il nucleo profondo, anche a costo di qualche licenza filologica. Sorprendente contrasto ai complicati edifici sonori di Matteo da Perugia sono stati i canti monodici della tradizione musicale milanese, che hanno costituito una sorta di filo rosso lungo l’intera serata. Le orecchiabili melodie degli inni di sant’Ambrogio, la caratteristica salmodia milanese, le grandi antifone mariane che Milano ha mutuato dal canto gregoriano, sono state intonate con voce purissima dalle puellae cantantes del Coro Clairière di Lugano, diretto da Brunella Clerici. Una scelta particolarmente felice, anche per ricordare l’importanza che le voci bianche hanno sempre avuto nella tradizione del Duomo e del canto ambrosiano, in cui molti brani sono esplicitamente destinati all’esecuzione con i fanciulli (ad esempio i difficili responsoria cum infantibus). Il dolce sciame delle cantatrici che attraversava l’enorme grembo della Cattedrale lasciando dietro di sé la fragrante scia delle melodie ambrosiane è stato uno dei momenti più suggestivi e commoventi di una struggente sera di settembre. Angelo Rusconi
Scuola di Musica, convenzione. Stipulata fra Scuola popolare di musica e Conservatorio della Svizzera italiana La convenzione sancisce la possibilità, per gli allievi di entrambe le scuole iscritti ad una lezione strumentale o vocale di almeno 30’ individuali, di partecipare gratuitamente ai corsi di materie teoriche e di musica d’insieme offerti nel Locarnese da SPML e CSI-SMUS garantendo, da parte di ognuna delle due istituzioni, una possibilità di accoglienza reciproca. Viene così formalizzata una collaborazione e un’ apertura reciproca che è già nella prassi di entrambe le scuole da vari anni e che ha portato fino a oggi ottimi risultati. Le motivazioni di questa collaborazione sono di ordine pedagogico e economico: si intende ottimizzare il più possibile la qualità dell’offerta formativa in campo musicale contenendo i costi.
Giovani studenti vincitori. Lara De Marco, classe di Pianoforte di Mauro Harsch, ha recentemente ottenuto il Secondo Premio al XVIII Concorso Pianistico RIVIERA DELLA VERSILIA "Daniele Ridolfi" di Viareggio. E nella classe di FLAUTO DOLCE di STEFANO BRAGETTI, Concorso di Flauto dolce organizzato da ERTA (European Recorder Teachers Association) a Padova il 15 giugno 2009. Categoria I (solisti fino a 14 anni) 1. Maria Luisa Montano, 2. Angelica Ghisletta, 3.Sofia Maniscalco Categoria III ( solisti 20-30 anni) 1. Lorenzo Lio (docente della scuola di musica, sezione Bellinzonese).