900presente Polifonie

22.04.18

Il quinto appuntamento della Stagione 900presente, in programma domenica 22 aprile alle 17.30 all’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano, vede come ospite Elena Schwarz, direttrice d’orchestra che proprio da Lugano – e dal Conservatorio della Svizzera italiana (CSI) – ha mosso i primi passi della sua promettente carriera internazionale.

Che ruolo ha avuto il Conservatorio della Svizzera italiana per lo sviluppo della sua carriera?

In seguito ad un Master in direzione d’orchestra al Conservatorio di Ginevra, desideravo approfondire lo studio del repertorio contemporaneo e ho così scelto la formazione proposta dal CSI, studiando per due anni con Arturo Tamayo e diplomandomi nel 2014. L’incontro con il Maestro Tamayo, che ha una conoscenza profonda della musica del nostro tempo nutrita da incontri con i grandi compositori del Novecento così come una lunga esperienza di pedagogo della direzione, è stato fondamentale per il mio sviluppo di musicista.       

Quale potrebbe essere una chiave di lettura del programma proposto in Polifonie?

Una chiave di lettura possibile per questo programma eclettico è il rapporto nei confronti di un Altro geografico-culturale, aspetto questo importante per tutti e tre i compositori di cui presenteremo le opere. In Zwei Sätze für Ensemble Klaus Huber ha tratto ispirazione da versi di Pablo Neruda che descrivono la repressione politica cilena; in Polifonica – Monodia – Ritmica Luigi Nono ha preso spunto da un ritmo popolare indicatogli dalla pianista brasiliana Eunice Catunda; in Luft e Ramai, infine, Dieter Mack, compositore ospite della Stagione e al contempo etnomusicologo, è stato mosso dalla sua intima conoscenza della musica del sud-est asiatico.

Com’è l’approccio e la produzione della musica contemporanea in Australia rispetto all’Europa?

In Australia la musica contemporanea si avvicina dal punto di vista estetico a quella americana ed inglese. Ci sono però eccezioni sorprendenti, come il festival BIFEM a Bendigo, diretto dal compositore David Chisholm e al quale ho partecipato nel 2017, o come i festival musicali curati dal “Museum of Old and New Art” di Hobart, che producono un mix interessante di artisti locali ed internazionali nel segno dell’eclettismo. Ho trovato nei giovani compositori con i quali lavoro nell’ambito dell’”Australian Composer School” con la Tasmanian Symphony Orchestra una curiosità e freschezza nel dialogo tra la loro e altre tradizioni musicali.