"Le Désir attrappé par la queue"

12.05.18

Sabato 12 maggio alle 20.30 torna l’appuntamento con SUPSI ARTS. Nella Sala Teatro del LAC i musicisti dell’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana, gli attori dell’Accademia Teatro Dimitri e gli studenti del corso di laurea in Comunicazione Visiva della SUPSI metteranno in scena Le Désir attrapé par la queue, un’opera teatrale basata sull’omonimo copione surrealista di Pablo Picasso, al quale saranno affiancate le coloratissime musiche di scena di Igor Stravinskij. Abbiamo chiesto qualche anticipazione a Francesco Bossaglia, direttore assistente dell’Ensemble900.

Come avete usato il testo di Picasso?

Il testo di Picasso è completamente assurdo: personaggi folli e grotteschi entrano in relazione tra di loro, facendo scorrere fiumi di parole senza un vero senso narrativo, fino a creare delle vere e proprie situazioni surreali. Piccoli monologhi e grandi sequenze di danza e movimento saranno messi in dialogo con le musiche di Stravinskij, eseguite da un’orchestra da camera in buca, dando vita ad uno spettacolo assolutamente imprevedibile, una vera e propria cascata di non-sense quasi dadaisti.

Cosa aspettarsi dunque dallo spettacolo?

Ne uscirà qualcosa di esplosivo, sorprendente, fatto di situazioni spesso incomprensibili, uno spettacolo a cui ci si deve abbandonare perché non c’è niente da capire. Il contesto in cui il copione è nato, ovvero la Parigi occupata dai nazisti durante il secondo conflitto mondiale, ha stimolato una riflessione sugli aspetti ludici e surreali che diventano lo spunto per indagare i lati più nascosti dell’essere umano.

È un’opera adatta a tutti?

Penso che sarà uno spettacolo adatto virtualmente a tutti perché abbiamo cercato di costruire diversi livelli di profondità. Da un lato un bambino quindi potrà godere dell'impatto "emotivo" della scena, degli aspetti più divertenti, dall’altro uno spettatore più maturo potrà scavare all'interno delle situazioni che si vedranno in scena non solo emozionandosi ma anche ponendosi delle domande.

Nel corso degli anni SUPSI ARTS ha costruito una propria identità. È possibile definirlo come un appuntamento fisso nella scena culturale ticinese?

A mio avviso sì. SUPSI ARTS è un evento che mette insieme le forze creative degli studenti di tre diverse scuole del territorio e, aldilà degli esiti dei singoli spettacoli, credo che progetti di questo tipo siano indicativi dello stato di salute del territorio stesso. Una società in cui le scuole crescono e si esprimono creativamente confrontandosi con la cittadinanza è una società sana.