Mattia Catarinozzi, da Roma per studiare il sassofono

30.05.17

La storia del mese

Quando ho fatto l’ammissione al Conservatorio Santa Cecilia di Roma a 15 anni già sapevo che nella vita avrei fatto il musicista.

Mi chiamo Mattia e vengo da un piccolo paesino della provincia romana, dove ho iniziato a studiare pianoforte all’età di 5 anni circa, per poi passare al sassofono qualche anno dopo, intorno ai 14 anni, per entrare nella banda del paese. Nella mia famiglia non ci sono musicisti professionisti, ma la passione per la musica l’ho ereditata da mio padre che suona a livello amatoriale.

Dopo essermi diplomato al Santa Cecilia ed aver frequentato il primo anno di Bachelor, sono volato a Madrid al Real Conservatorio Superior de Música per un semestre, dove ho potuto studiare con uno dei più importanti sassofonisti contemporanei che avevo conosciuto a Roma durante una masterclass. Questa esperienza è stata la migliore occasione per crescere, conoscermi meglio e poter suonare al fianco di musicisti di un certo spessore.

Terminato il Bachelor, ho deciso di fare l’ammissione al Conservatorio della Svizzera italiana perché avevo sentito parlare molto bene del mio attuale Maestro Raphael Camenisch; con grande gioia sono stato preso e i due anni di Master of Arts in Music Performance sono veramente volati. In un Maestro cerco dei riferimenti particolari che ben si adattano al mio modo di suonare e con Camenisch mi sono trovato benissimo, è un musicista ed un insegnante pazzesco.

Per il futuro – prossimo – vorrei continuare a studiare ed approfondire il discorso sulla pedagogia, rimanendo qui a Lugano oppure provando a fare l’ammissione al Conservatoire national supérieur de musique et de danse di Parigi, un Conservatorio frequentato da molti dei più grandi sassofonisti del passato e del presente.

Suonare il sax significa suonare uno strumento relativamente giovane, con un repertorio che spesso è del ‘900 o contemporaneo. Credo che la musica contemporanea abbia un grande potenziale ma spesso può essere difficile da comprendere e quindi può “spaventare”; penso che per capirla siano necessarie fantasia ed interpretazione personale.

Ho una grande passione per gli animali e per lo sport; ho un cane di nome Wagner, uno dei miei autori preferiti e fino a qualche anno fa nuotavo a livello agonistico.

Spesso mi chiedono perché Wagner è tra i compositori che più mi emozionano e mi piace rispondere con una citazione di Victor Hugo: Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime. Secondo me la sua musica è in grado di rendere perfettamente l’idea di questo concetto.