Giovanni Antonini dirige l'Orchestra sinfonica del Conservatorio

12.02.18

Giovanni Antonini, direttore d’orchestra italiano nonché famoso interprete del repertorio barocco e classico, dirige per la prima volta l’Orchestra sinfonica del Conservatorio della Svizzera italiana lunedì 12 febbraio alle 20.30 al LAC in un programma monografico sulla figura di Franz Joseph Haydn.

Apre il concerto l’Ouverture da L’isola disabitata; a seguire Klaidi Sahatçi, docente alla Scuola universitaria di Musica e Konzertmeister della Tonhalle-Orchester Zürich, nel ruolo di solista al violino, affiancherà Mathilda Longué al violoncello, Anna Strbová all’oboe e Miguel Ángel Pérez Diego al fagotto nella Sinfonia concertante in Sib Maggiore Hob. I/105 per violino, violoncello, oboe e fagotto. Conclude il concerto La Sinfonia n°103 “Col rullo di timpani".

Maestro Antonini da cosa è dipesa la scelta dei brani?

Negli ultimi anni mi sto occupando molto della musica di Haydn, un repertorio che spesso non rientra nei piani di studio dei Conservatori. È una musica che necessita di una comprensione del linguaggio retorico (nel senso di “musica come discorso sonoro" per citare Nikolaus Harnoncourt, direttore d’orchestra, violoncellista e musicologo austriaco) sul quale è basata. Ho dunque pensato che potesse essere interessante per gli studenti venire a contatto con un autore conosciuto prevalentemente di nome ma in genere non molto “frequentato”.

Cosa si aspetta da questa esperienza con gli studenti?

È sempre molto stimolante fare musica con i giovani perché hanno la curiosità e l’energia tipica della loro età, presupposti irrinunciabili per essere musicista. L'artista che crescendo è in grado di mantenere questa attitudine, non perderà mai la capacità di stupirsi davanti alla bellezza della musica, cosa che non sempre accade..

Ha in progetto di incidere tutte le sinfonie di Haydn. Cosa rappresenta per lei questo compositore?

È un viaggio attraverso un repertorio da scoprire e riscoprire. In ogni sinfonia di Haydn, anche in quelle minori, c’è sempre un piccolo o grande tesoro musicale e dunque il viaggio, oltre che lungo, si preannuncia anche molto avventuroso! Ogni singola produzione all’interno di questo progetto, sostenuto dalla Haydn Stiftung Basel - una fondazione no profit - è per me un’opportunità unica di ulteriore sviluppo nella mia ricerca musicale e interpretativa.